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I social sono una sorta di realtà parallela alla Matrix

Foto dell’autrice

A volte ci si mostra spavaldi, sorridenti e menefreghisti per non far capire a chi ci sta di fronte ciò che, davvero, abbiamo dentro.

Non sempre chi sembra felice e spensierato lo è davvero. Talvolta cela una tristezza e delle preoccupazioni che non vuole far trapelare all’esterno.

Chi lavora online è spesso costretto a mostrare una realtà diversa da quella che sta vivendo. Mostra il sorriso, fa video divertenti e magari elargisce anche consigli sulla vita mentendo spudoratamente a chi lo sta guardando.

Dentro vorrebbe piangere, gridare al mondo tutto il suo dolore e la sua rabbia.

Nel mondo social ed in quello patinato dei video online non è permesso mostrare debolezza e chiedere aiuto. Si verrebbe sicuramente ritenuti noiosi o folli e defollowati.

Ho capito che ciò che viene mostrato è molto spesso un racconto di un mondo parallelo che nulla ha a che fare con quello in cui viviamo.

Una sorta di Matrix stereotipata creata ad arte per ottenere seguaci, collaborazioni e denaro.

Io, nel mio piccolo, pur occupandomi di pubblicità cerco di mostrare la realtà con le sue mille sfaccettature e i suoi innumerevoli difetti.

Mi sento molto un piccolo guerriero vestito di nero, con occhiali da sole e armi tipo Neo del film… Il mio mitra è la mia penna e le mosse di konfu le faccio scoperchiando il vaso di Pandora che ha da sempre protetto i social.

Le maschere mi piacciono… ma le preferisco appese al muro che sulla faccia delle persone.